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  • Giulia Giacco

Guida alla traduzione dei nomi: quando sì e quando no

Aggiornato il: 18 nov 2019

Durante il mio ultimo progetto di traduzione sono incappata in tanti nomi di chiese e mi è venuto il fatidico "dubbione" che prima o poi arriva sempre mentre si traduce. Citando Shakespeare, potrei esprimerlo in questi termini:

Tradurli o non tradurli? Questo è il problema.

La risposta al dubbione la trovate in questa mini-guida alla traduzione dei nomi propri!


1) I nomi propri di persone reali non si traducono mai: Francesco Bacone o Carlo Marx sono ricordi di un passato non globalizzato. Oggi non verrebbe in mente a nessuno di italianizzare Theresa May in Teresa Maggio o Simon Blackburn in Simone.

Un discorso a parte va invece fatto per i protagonisti di serie televisive, libri, film, cartoni animati o videogiochi. Quando si tratta di personaggi inventati bisogna sempre chiedersi: si cela una qualche allusione dietro al nome? Personaggi pieni zeppi di significati dietro ai nomi sono quelli della saga di Harry Potter. Spesso racchiudono giochi di parole o allusioni fonetiche a tratti caratteriali che li rappresentano, per questo molti sono stati tradotti diversamente nelle varie lingue del mondo. Il temuto professor Severus Snape porta il cognome di una cittadina britannica ed è stato scelto da Rowling per la sua assonanza fonetica con snake che significa “serpente”, essendo egli il direttore della casa di Serpeverde. Ecco che nella versione italiana i traduttori hanno optato per il cognome “Piton”, dove si mantiene il contesto semantico, anche se si perde l’assonanza fonetica con “serpente” la si guadagna con una specie particolare (il pitone ovviamente).

Altra categoria di nomi propri che merita un discorso a parte è quella relativa ai personaggi religiosi. Essi vanno sempre tradotti con le loro traduzioni ufficiali presenti nei vari testi sacri.




2) I nomi delle grandi città sono generalmente tradotti: Barcelona per noi è Barcellona, Paris è Parigi e Dublin è Dublino (esistono eccezioni, tipo New York). Tuttavia si può notare che sebbene esistano traduzioni anche per città piccole, spesso e volentieri non vengono usate e si preferisce ricorrere al nome originale. La mia città, Pisa, sarebbe Pise in inglese ma non ho mai sentito un turista chiamarla con questo nome; lo stesso vale per Leghorn, corrispondente di Livorno (fatto curioso: WordReference dà come possibile traduzione sia Leghorn che Livorno) . Il mio consiglio sarebbe quindi di non tradurre i nomi di città piccole e meno conosciute.




3) Sugli indirizzi non ci sono dubbi, non vanno mai tradotti, così da evitare incomprensioni e trovare senza problemi il luogo che si cerca. Ecco che strade come Rodeo Drive a Beverly Hills, la Rambla a Barcellona o la piazza Times Square a New York ci suonano familiari. Quando l’indirizzo ha un significato preciso invece siamo tentati dal metterci mano - ad esempio, Pisa è famosa per la sua Piazza dei Miracoli e spesso sento le guide turistiche in inglese chiamarla Miracles Square, ma è uno sbaglio! Il suo nome ufficiale rimane in italiano, eventualmente si può spiegare al turista il significato del nome dopo averlo enunciato.




4) Il dubbio che ha dato vita a questo post riguarda i nomi di chiese e cattedrali. Se ci pensate vi rendete conto che le più grandi e famose rimangono inalterate: Notre Dame a Parigi, Saint Paul’s Cathedral a Londra, Sagrada Familia a Barcellona. Le chiese piccole però quasi sempre sono dedicate a santi e i nomi dei santi vanno sempre tradotti, rientrano nella categoria “personaggi religiosi”. Come fa un turista inglese a capire che la chiesa che gli sta di fronte è dedicata a San Giovanni se non la chiamo “St. John’s church”? Ecco quindi che ho deciso di seguire questa prassi: i nomi di chiese grandi e turistiche non le traduco, ma i nomi delle piccole e spesso sconosciute . A meno che (ovviamente c'è sempre l'eccezione!) non ci si trovi di fronte a una piccola chiesa con un nome atipico tipo Santa Maria della Spina. Tradurre il nome in questo caso rischia di diventare ridicolo (esempio in inglese Saint Mary of the Thorn) anche perché spesso non sappiamo a cosa si riferisca il secondo nome ("Spina" potrebbe essere un toponimo o altro) dunque io mi toglierei da questo inghippo lasciando il nome in originale e aggiungendo una spiegazione nella lingua di arrivo (esempio in inglese: Church of Santa Maria della Spina, dedicated to Saint Mary). Lo stesso discorso si può applicare ai nomi dei musei: il Museo del Louvre di Parigi o il British Museum di Londra non si cambiano ma il Museo delle Navi Antiche di Pisa lo chiamerei in inglese Ancient Ships Museum. (L’ultima parola in entrambi i casi citati spetta però al committente; essendo una questione priva di regole specifiche, se egli vuole agire diversamente per motivi di marketing o altro ha tutto il diritto di farlo).




5) Avete mai sentito parlare dei Peperoncini Rossi Caldi e Piccanti, dei Vergine di Ferro o dei Pistole E Rose? Credo proprio di no! Sarebbero le traduzioni dei nomi delle band Red Hot Chili Peppers, Iron Maiden e Guns N’ Roses. Anche se si tratta di nomi composti da parole comuni di senso compiuto che potrebbero trovare equivalenti nella nostra lingua, il nome di una band deve essere trattato come nome proprio di persona e quindi va lasciato in originale.




6) Se in dubbio per quanto riguarda i nomi delle opere d’arte, pensate a loro come titoli. Allo stesso modo dei titoli di libri e film anche essi andranno tradotti, perché il titolo riassume ciò che un’opera vuole esprimere quindi dovrebbe essere comprensibile in ogni lingua. (Lasciamo perdere la recente tendenza dilagante di non tradurre quelli anglofoni per nessuna ragione, probabilmente per dare vita a orrende pronunce anglo-italiane)




7) Concludiamo con una questione spinosissima: i nomi delle squadre di calcio! In quest’ambito non ci sono regole che tengano, d'altronde è un settore che è sempre stato nelle mani degli uomini, non mi aspetto organizzazione 😜 Una linea guida sembra esserci almeno per quanto riguarda le squadre inglesi, infatti non si traducono mai (esempi: Tottenham, Arsenal, Fulham). Spostandosi geograficamente però, le cose si complicano. Perché diciamo Bayer Monaco (dato che München in italiano si conosce come Monaco) ma la squadra del Magonza (Mainz) la chiamiamo “Mainz 05” come l’originale? Allo stesso modo usiamo il francese per il Paris Saint-Germain ma diciamo Olympique Marsiglia invece di Olympique de Marseille. La squadra serba Crvena Zvezda è nota in Italia con il nome di Stella Rossa ma la romena Steaua Bucarest non si traduce.

E all’estero non va tanto meglio! Gli inglesi e i francesi non traducono i nomi di nessuna squadra italiana tranne quattro: si riferiscono all’Inter come “Inter Milan” e al Milan come “AC Milan”, chiamano la Lazio “Lazio Rome” e la Roma “AS Roma”, giusto per complicare un po’ le cose!

Che dire? Nella giungla non si può fare ordine, meglio adattarsi per sopravvivere: se dovete tradurre il nome di una squadra cercate sempre una fonte ufficiale nella vostra lingua per capire se lasciare il nome originale oppure no.




Questo articolo ti ha incuriosito e vuoi saperne di più sulla traduzione? Leggi questo post dal mio blog.

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