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  • Giulia Giacco

L'inglese in overbooking! Gli anglicismi nel turismo

Aggiornato il: 12 dic 2019

Vi presento il primo post della serie "L'intrusione dell'inglese nei linguaggi settoriali"! In questi post approfondirò gli anglicismi nei diversi linguaggi settoriali confrontandomi con persone del mestiere. Insieme creeremo una lista dei 10 termini inglesi più importanti nel settore in questione, successivamente io proverò a fornire termini alternativi in italiano, già esistenti o inventati.


Il mio primo ospite, per il settore del turismo, è Pio Macchiarulo. Laureato in International Management all’Università Bocconi, ha lavorato in Irlanda come Sales Executive in Dropbox e attualmente è Destination Manager dell'azienda del turismo tedesca GetYourGuide. Potete contattarlo su LinkedIn 👨‍💻



Il turismo è un settore che noi linguisti amiamo particolarmente. Alzi la mano chi è diventato traduttore/interprete nella speranza di viaggiare per il mondo! In forte espansione da almeno dieci anni, soprattutto a livello internazionale, questo settore dà lavoro a molti italiani, fra cui tanti linguisti.


Il turismo presenta un linguaggio accattivante, invita all'azione e tenta di attrarre il viaggiatore verso un mondo fatto di divertimento ed esperienze positive.

È un linguaggio diretto che tende a dare sempre del tu e a stabilire una connessione intima con il turista per coinvolgerlo il più possibile, ancor prima che tour o escursioni inizino.


Scopriamo meglio questo linguaggio settoriale con un paio di domande a Pio Macchiarulo, che mastica il gergo turistico tutti i giorni.



D: In una normale giornata di lavoro quanti termini inglesi usi?

R: Molti, innanzitutto perché lavoro in un’azienda internazionale e mi interfaccio spesso con colleghi in altre nazioni. Ma capita spesso anche tra di noi team italiano di usare termini inglesi che utilizziamo con gli altri uffici. Se dovessi dare una cifra, direi che approssimativamente 1 termine specifico ogni 5 è anglofono.


D: GetYourGuide ne ha da tradurre… è presente in tantissimi paesi, chissà quanti nomi di monumenti da rendere in altre lingue! Come ve la cavate?


R: GYG è tradotto in più di 20 lingue, abbiamo un team di localization* che cerca di rendere il contenuto adatto ad ogni mercato. (*Giulia interrompe e dice “localizzazione” e Pio esclama “ecco, appunto”!)

Ti posso fare un esempio su Firenze, una delle destinazioni di cui mi occupo: a volte succede che, nelle descrizioni italiane lasciamo il nome proprio, come Santa Maria del Fiore, mentre nella descrizione inglese optiamo per un nome più generico come Florence Cathedral, per facilitare il turista straniero.



Se in dubbio sulla traduzione dei nomi dei monumenti, leggi questo post!



I 10 TERMINI ANGLOFONI PIÙ USATI NEL LINGUAGGIO TURISTICO


Vediamo ora 10 termini inglesi molto importanti nel settore turistico. Accanto ad essi metterò il corrispettivo italiano, laddove esiste, (in un vano tentativo di incoraggiare le persone del settore a usarlo) oppure proverò a creare un’alternativa italiana quando non esiste. Vedrete, non è così impossibile!


1) free sale (Spiegazione: ciò che si può prenotare con conferma immediata. È il contrario di “on demand” in cui bisogna aspettare la conferma) = Equivalenti italiani potrebbero essere: a vendita libera in contrasto con su richiesta.


2) skip-the-line = È così carino il termine italiano salta-fila, usiamolo!


3) overbooking = esiste alternativa, è stato coniato il termine sovraprenotazione. Si trova sul dizionario.


4) day trip = In termini di numero dei caratteri non è la soluzione migliore ma la traduzione italiana sarebbe gita giornaliera. Difficile che venga usato nei titoli dei contenuti internet, ma esiste.


5) cut-off (Spiegazione: termine usato dai tour operator, indica entro quanto si può prenotare l’attività online) = Non esiste alternativa ma in italiano per concetti simili usiamo data ultima. Potremmo anche coniare ora ultima.


6) low cost = L'alternativa non esiste semplicemente per questioni di marketing, corrisponderebbe all'espressione a basso prezzo.


7) voucher = L'italiano non ha una parola con lo stesso significato ma, se ci pensate, in realtà un voucher non è altro che un foglio di prenotazione quindi lo potremmo semplicemente chiamare prenotazione.


8) walking tour = In italiano potremmo esprimerlo con lo stesso numero di caratteri, tour a piedi.


9) Booking funnel = Termine del mondo digital marketing molto usato anche nel turismo. Quando ci fermiamo a tradurre dei nomi/modi di dire inglesi, tipo questo, ci rendiamo conto di quanto siano veramente ridicoli: "imbuto di prenotazione". Per essere un po' meno ridicoli potremmo rispolverare il latino e chiamarlo iter di prenotazione.


10) Hop-on hop-off (Spiegazione: i classici tour negli autobus "sightseeing" in cui il turista può scendere e salire dove vuole) = Non esiste alternativa ma io trovo bellissimo salta-giù salta-su (14 caratteri VS 18 caratteri, la differenza non è molta!)







E a voi quale settore vi sembra più invaso dalla lingua anglosassone?

Non perdetevi il prossimo appuntamento de

"L'intrusione dell'inglese nei linguaggi settoriali"!


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